Bike & cicloturismo,  Outdoor

Week-end sull’Alta via dei monti Liguri

Nel mentre che, lo stampo italiano fa presenza nelle terre africane; c’è chi ha deciso di passare un weekend in sella ad agosto. Questa è la seconda volta che mi diletto a questo tipo di esperienza. Lo scorso anno a visitare i laghi lombardi; mentre quest’anno siamo in Liguria; precisamente l’Alta via dei monti Liguri.


L’ Alta via dei monti Liguri è un percorso adatto a temerari che sanno prestarsi in faticose avventure. Questo percorso di circa 440 km unisce Alpi ed Appennini, mare e montagna. Si parte dalle terre che confinano con la Francia e si giunge in prossimità dell’inizio del territorio toscano. L’essenziale, se volete intraprendere questa esperienza, è seguire i segnali bianco-rossi con la sigla AV che si incontrano lungo il cammino. Per non incorrere a imprevisti dell’ultimo minuto scaricatevi l’applicazione “koomot” che offre la possibilità di scaricare le mappe off-line; e perchè non prendere spunto dal mio percorso! https://www.komoot.com/it-it/tour/409627529 .

Partito alle 17:00 di un caldo venerdi, dopo una giornata di lavoro; trovo il coraggio di partire per questa magnifica esperienza. Munito di portapacchi posteriore, sacca a compressione davanti al manubrio ed uno zaino con circa 4 litri d’acqua ho iniziato a salire verso Mele per poi proseguire verso il passo del Veleno. Il peso della bicicletta, con lo zaino sulla schiena, ha iniziato a farsi sentire.

PS: Vi assicuro che non è stata l’unica volta che traino la bicicletta..

Scrutando verso nord, la situazione meteorologica non ha promesso bene ma senza pensarci salgo verso il passo del Faiallo per arrivare a quota 800 mt. presso il “Forte Geremia“, uno dei luoghi più suggestivi per poter ammirare Genova dall’alto.

Arrivato nei pressi del Forte Geremia, ho dovuto trovare un luogo al chiuso per potermi difendere dalla pioggia ma soprattutto dai fulmini. Mi sono ritrovato in mezzo ad un temporale. Non avendo la possibilità di montare la tenda, mi sono nascosto in una piccola baracca per la tenuta del legno. Sono rimasto immobile all’interno di esso per circa 3 ore.

Ho cercato di adottare tutte le misure di sicurezza per poter difendermi dal temporale; da uno strato di legno umido sotto i miei piedi per far da spessore, a mettere il telefono in modalita aereo per non attirare i fulmini. Verso le 03:00 il temporale si è spostato verso Genova e finalmente ho potuto provvedere a mangiare e dormire per ottenere le forze il mattino seguente.

Caricato con del Polase; mi sono diretto verso la “Nuvola sul mare“, 1050mt. Anche qui è possibile poter ammirare Genova dall’alto, inoltre questo è un agriturismo dove è possibile pranzare, cenare e dormire; consiglio a chiunque ami la natura di visitarlo. Proprio da qui iniziano molti trekking e… L’Alta Via dei Monti Liguri!


Una volta visionato il cartello di pericolo di questo percorso, ho subito notato che la difficolta è alta. I primi km sono stato faticosi, ho portato la bicicletta a mano. Tra una sosta e l’altra sono riuscito ad arrivare a Rocca Crocette (1.100 mt.) ed allo stupendo “rifugio Argentea” nel Monte Beigua (1088mt.)

Dopo aver parlato con i volontari del CAI ho proseguito verso la mia strada sempre più ripida fino a che la vista si apre totalmente.

Questo panorama è durato fino a che sono arrivato al “Rifugio Pratorotondo” per poter pranzare e finalmente gustarmi una birra fresca dopo circa 6 ore di costante pedalata. Ho cercato di non rilassare troppo i muscoli; se no chi riprende la bicicletta… Da qui il percorso ritorna sull’asfalto quasi verticale.

Chi di voi conosce queste strade, dovrebbe sapere che sono molto ripide. Pensato che, dopo circa 2 ore di pedalata su asfalto, sono arrivato ad una quota pari a 1287mt.

Sappiamo tutti il detto “A gran salita, gran discesa”? Ora tutto è più facile, inizia la discesa su sterrato, prestando maggiore attenzione dato che non sono il campione mondiale di downhill. In discesa ci vuole tanto cervello ed altrettanto di sangue freddo; però che divertimento… Non ho mai girato cosi bene, lo sterrato prestava delle stupende curve.

Arrivato a fine percorso mi ritrovo a sassello, creatori degli amaretti e della famosa bicicletta bambù. Stanco, stremato e sudato mi sono fermato in un bar per poter fare aperitivo, e decidere dove poter alloggiare la sera stessa.

Ho trovato uno stupendo lago; “Lago dei Gulli“, dove è possibile venirci solo a piedi. Peccato che ho dovuto oltrepassare un isolotto per poter andare dove io volevo.

Eccoci qui.. la ricompensa dopo una giornata faticosa, parlare con te stesso di quando noi possiamo spingere il nostro corpo. Tutto sta in chi comanda, non farsi abbattere quando si ritrova davanti un ostacolo. Bisogna sempre cercare di arrivare al risultato finale, perchè una volta che guardi indietro, ti chiedi se ci sei o lo fai, ti chiedi come hai fatto a fare tutto questo con le tue forze. Pensate me, fare questi discorsi da solo nel lago dei Gulli. In quel momento mi sono sentito realizzato.


Lasciamo perdere la goduria di quando ho fatto il bagno oppure di quando mi sono cucinato la pasta al pesto ligure… davvero impagabile.

Domenica, di ritorno.. oramai senza acqua, ho percorso queste discese toccando i 62 km/h cantando canzoni di Rino Gaetano e trasformandomi in Guida Meda. Scendendo verso Varazze, sono riuscito ad arrivare a casa sano e salvo!

Stay tuned…

Schizzi di viaggio!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *